
Nei giorni scorsi ho pubblicato la notizia riguardante l’acquisizione dell’azienda Prüvit da parte di Herbalife.
In queste righe vorrei condividere con te la mia opinione su questa importante operazione finanziaria.
Anche se non collabori con Herbalife o Prüvit, credo sia utile riflettere e cercare di comprendere che cosa sta accadendo.
Herbalife, infatti, è una delle aziende più grandi nel settore del network marketing.
Inoltre, in oltre 40 anni di storia, Herbalife non aveva mai acquisito un’altra azienda.
Per questo motivo, gli effetti — positivi o negativi — che deriveranno da questa acquisizione avranno inevitabilmente un forte impatto sull’intero settore.
Partiamo da quelli che sono, a mio avviso, gli aspetti positivi
1) Herbalife non si adagia sugli allori
Negli anni ’80 e ’90, Mark Hughes (fondatore dell’azienda) guidava una rivoluzione nel campo degli integratori e della perdita di peso.
Negli ultimi dieci anni sono nate molte mode e tendenze nel settore, ma fino a questo momento Herbalife è sempre rimasta in disparte.
Ora Herbalife sta cercando di innovare, e questa è la mentalità giusta in un mercato così competitivo.
Ed è molto meglio innovare quando si è al top e si hanno le risorse per farlo.
Facendo un parallelismo con il mercato della telefonia: nei primi anni Duemila, Nokia si adagiava sugli allori e guardava con grande scetticismo la prima presentazione dell’iPhone.

I finlandesi pensarono che lo smartphone non fosse un vero concorrente, perché troppo costoso, e che l’internet mobile fosse ancora troppo lento per giustificarne l’uso.
Si sbagliavano.
Quando si resero conto di aver sottovalutato la situazione, era ormai troppo tardi.
Il problema non era tanto l’hardware, quanto il software, non adatto all’era degli smartphone.
Nokia non ebbe il tempo di sviluppare una piattaforma proprietaria adeguata, e il sistema operativo scelto (Windows Mobile) non era all’altezza dei competitor.
Di conseguenza, gli sviluppatori iniziarono a creare app solo per Apple e Android, trascurando Windows Mobile.
I consumatori, a loro volta, smisero di acquistare dispositivi Nokia, proprio perché mancavano le app più richieste.
Nel 2011 Apple superò per la prima volta Nokia nelle vendite, e da lì a poco il brand finlandese crollò.
Tornando al nostro caso…
Mi sembra evidente che Herbalife voglia evitare di fare la stessa fine, e stia cercando di agire in anticipo.
È probabile che veda un futuro in cui il mercato degli integratori sarà sempre più legato all’intelligenza artificiale e alla nutrizione personalizzata.
Stephen Gratziani, attuale presidente dell’azienda, deve aver intravisto qualcosa di speciale in Pro2col — una startup specializzata in benessere personalizzato, con focus su intelligenza artificiale, analisi dei dati biometrici e protocolli nutrizionali.
Anche se non ci sono dati ufficiali, sembra che esistesse già un legame strategico tra Prüvit e Pro2col, e che Herbalife abbia ritenuto più conveniente acquisirle entrambe.

2) La partnership con Cristiano Ronaldo
Un altro aspetto positivo è che Herbalife continua la partnership con Cristiano Ronaldo, un personaggio da sempre coerente con i valori e la visione dell’azienda americana.
Pare che la collaborazione con il calciatore portoghese diventerà ancora più stretta e che sarà coinvolto direttamente nello sviluppo del nuovo programma Pro2col.
Finiscono però qui gli aspetti positivi.
Aspetti negativi di questa operazione finanziaria
1) Il primo aspetto negativo è che si percepisce una crisi d’identità
Herbalife ha sempre promosso un’alimentazione equilibrata e bilanciata, orientata al controllo del peso e al benessere generale, senza dover fare troppi sforzi o rinunce.
La dieta chetogenica, però, non è considerata un’alimentazione equilibrata; al contrario, è estremamente restrittiva (no pane, pasta, frutta, dolci…).
Ma è proprio questo il regime alimentare che promuovono quelli di Pruvit.
I sostituti del pasto di Herbalife, come Formula 1, non sono adatti a chi segue una vera dieta chetogenica, poiché contengono carboidrati, fibre e zuccheri naturali.
Quindi, Herbalife e Pruvit sposano due filosofie alimentari non solo differenti, ma del tutto opposte.
E tu ora potresti pensare…
Herbalife vuole semplicemente coprire un bacino d’utenza più ampio.
Vuole arrivare laddove adesso non riesce ad arrivare con i suoi prodotti.
In termini di marketing, questa è la ricetta perfetta per il disastro.
Il motivo è semplice: quando cerchi di vendere tutto a tutti, perdi il tuo posizionamento.
E senza un posizionamento chiaro, il cliente non sa più cosa rappresenti.
Diventi niente per nessuno.
Herbalife è sempre stata sinonimo di sostituti del pasto facili da usare, basati su un’alimentazione bilanciata.
È su questo concetto che ha costruito il suo impero.
Ora, aggiungendo un prodotto che promuove l’esatto opposto, sta dicendo al mondo:
“Siamo in crisi d’identità e non sappiamo nemmeno noi se ti stiamo vendendo il meglio.”
Ho sentito alcuni distributori di Pruvit entusiasti fare paragoni con Procter & Gamble, che possiede tanti brand di successo.
Affermano che le due aziende rimarranno brand ben distinti e che, in teoria, ognuna si prenderà la sua fetta di mercato.
Ma non è ciò che ha affermato Herbalife nel suo comunicato stampa di marzo 2025:
“Questa acquisizione amplia l’offerta di Herbalife nel settore della salute e del benessere con una nuova categoria di prodotti esclusiva e interessante. Pruvit continuerà a operare in modo indipendente sotto l’attuale proprietà per un periodo fino a due anni. Durante questa fase di transizione, Herbalife potrà lanciare prodotti a base di chetoni mentre le due aziende collaborano per portare la piattaforma e la visione di Pro2col nel mondo.”
Mi sembra dunque chiaro che Herbalife intenda aggiungere al suo catalogo anche prodotti a base di chetoni.
Ma poi c’è un altro aspetto che mi lascia perplesso.
2) Disomogeneità nella formazione e nell’educazione degli attuali distributori

Gli attuali distributori Herbalife non sono formati per vendere un’alimentazione chetogenica, e quelli di Pruvit, fino a questo momento, hanno sempre criticato prodotti come quelli di Herbalife, che annullano gli effetti della loro dieta.
Capisci che questa fusione risulta del tutto innaturale!
È come se un vegano iniziasse a promuovere anche un po’ di carne, o se uno che segue la dieta paleo iniziasse a dire che la pasta non fa poi così male.
Herbalife, inoltre, è conosciuta per le sue regole ferree in termini di comunicazione e promozione dei prodotti (anche a causa delle multe ricevute in passato).
Oggi, i suoi distributori devono stare molto attenti a come promuovono l’attività e i prodotti.
I promotori Pruvit, al contrario, complice il fatto che lavorano in un’azienda più giovane e promuovono prodotti che prima del 2013 non esistevano, sono abituati a comunicare in maniera molto più libera e spinta.
Quindi, anche da questo punto di vista, non vedo molta simbiosi.
In conclusione
L’acquisizione di Pruvit da parte di Herbalife rappresenta una mossa molto rischiosa per quest’ultima.
Il colosso americano rischia di perdere il suo posizionamento, costruito in più di 40 anni.
Io credo che Herbalife voglia innovare, e questo è legittimo, perché il mercato evolve e le esigenze dei consumatori cambiano.
Puoi sicuramente rinnovare utilizzando tecnologia all’avanguardia, personalizzazione dei prodotti e strategie più moderne, ma non si può fare questo a discapito delle proprie fondamenta.
L’innovazione è importante, ma deve essere sempre allineata con i tuoi i valori e la tua missione di base.
Se cambi anche la tua identità, rischi di perdere il filo con il tuo pubblico e il tuo posizionamento.
Il mio consiglio per te, networker, è:
Non prendere esempio da questa operazione che ha fatto Herbalife.
Una volta che crei il tuo personal brand o team brand (come mostro nella lezione 4 del corso completo theNetworkFormula),
devi rimanere fedele e coerente al posizionamento attorno al quale hai costruito il brand.
Quelle saranno le fondamenta che non dovrai più modificare.
Se non segui questo consiglio, nel medio/lungo periodo i tuoi potenziali e attuali clienti non ti perdoneranno.
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A presto!
Peter Valchev



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