
In questi ultimi giorni, abbiamo assistito alla fine di Modere.
Ho riportato la notizia anche qui.
I distributori, che avevano dato tutto per l’azienda, si sono trovati improvvisamente abbandonati, senza alcun preavviso.
Modere non era una delle solite piramidi mascherate da MLM, da cui ci si aspetta che fuggano con il bottino da un momento all’altro.
Era un’azienda presente sul mercato da 23 anni e, nel 2024, figurava tra le top 150 aziende di network marketing per fatturato.
Per questo motivo, quanto accaduto può essere considerato uno dei momenti più imbarazzanti e vergognosi nella storia del network marketing.
Certo, i fatturati erano in calo, complice anche il fatto che Mike Prince, uno dei top distributori, aveva abbandonato l’azienda, seguito da molti altri.
Ma solo un paio di mesi fa, il presidente Nate Frazier, durante la presentazione del nuovo direttore commerciale, dichiarava:
“Modere continua ad ampliare la propria portata e ad accelerare la crescita.”
Il 16 marzo, durante l’evento europeo, Frazier affermava che l’azienda aveva fatto grossi investimenti per garantire un futuro florido a tutti gli incaricati.
Ecco perché la notizia della chiusura, arrivata l’11 aprile, è stata un fulmine a ciel sereno per distributori e clienti.
Nadya Melton, una delle leader di Modere, ha scritto sul suo profilo Facebook:

“Ancora non riesco a capire completamente quello che è appena successo.
Dopo 10 anni in cui abbiamo riversato i nostri cuori, le nostre anime e le nostre vite in Modere, abbiamo scoperto che l’azienda stava chiudendo attraverso un messaggio sul sito web. Nessuna chiamata. Nessun avvertimento. Nessuna possibilità di prepararci.”
Ma qual è la causa principale di questa caduta, e perché è stata così brutale?
Anche se non ho informazioni da insider, i motivi principali di questa chiusura mi sembrano abbastanza evidenti, e ora li condividerò con te…
Devi sapere che Modere era un’azienda di network marketing nel settore del personal care, di proprietà di Z Capital Partners, una società di private equity controllata da Capital Group LLC.
Perché questa informazione ci fa capire praticamente tutto?
Le società di private equity sono fondi d’investimento che raccolgono denaro da investitori (banche, fondi pensione, famiglie facoltose, ecc.), acquistano aziende private per ristrutturarle e poi rivenderle a un prezzo più alto, generando profitto per sé e per i propri investitori.
Un fondo d’investimento acquista un’azienda privata con l’unico obiettivo di aumentare i guadagni. Non si preoccupa della comunità, del lavoro dei distributori o dei valori aziendali.
Infatti – come detto poco fa – le private equity non puntano a creare relazioni durature: spremono l’azienda come un limone, tagliano tutti i costi possibili e, quando non c’è più nulla da ricavare, la vendono o la smembrano.
Nel caso di Modere, evidentemente hanno optato per la seconda opzione.
È chiaro che i numeri non tornavano già da un po’, ma l’azienda ha mascherato la crisi dietro comunicati falsamente ottimisti.
Alla fine, non riuscendo a trovare un acquirente, la decisione è stata presa: chiudere tutto.
Fredda. Brusca.
Inevitabile – secondo la loro logica.
Nel network marketing non conta solo il prodotto, ma anche la community

Fin dalla prima volta che mi presentarono l’azienda, nel 2017, avevo notato che Modere cercava di adattare il modello del network marketing come se fosse un normale business di vendita prodotti.
Usavano termini come “social selling” e tutto mi sembrava più vicino all’affiliate marketing che a un vero MLM.
Ma il network marketing non è solo vendita.
-È connessione.
-È appartenenza.
-È comunità.
I distributori non sono semplici incaricati alle vendite, ma partner aziendali.
Si sentono parte di una grande famiglia, uniti da valori, obiettivi e una visione comune.
(Apro una piccola parentesi…)
Capisci ora perché, anche se il 99% dei distributori spende più di quanto guadagni, il fatturato dell’intero settore continua a crescere?
Perché anche se molti non guadagnano un centesimo, le aziende di network marketing sono maestre nel farli sentire parte di qualcosa di più grande..
E qui sta il punto.
I fondi di private equity non comprendono questi meccanismi.
Vedono solo numeri, tagli e margini.
Non vedono le persone.
Non vedono le relazioni.
E quando non si coltiva la cultura giusta, la rete smette di credere.
E se la rete non crede… il network si spegne.
Cosa puoi imparare dal fallimento di Modere anche se non collaboravi con questa azienda?
Io vedo 3 importanti lezioni…
1) Come spiego nel corso >>theNetworkFormula
Devi costruire un brand personale – o un team brand – che sia indipendente dalle fluttuazioni aziendali.
Il prodotto è importante perché ti permette di generare fatturato e ti garantisce un reddito passivo, ma NON è il TUO asset.
Il vero asset di un networker è la sua community di clienti e collaboratori.
Se curi la tua community, costruisci fiducia e fornisci un marketing solido, potrai andare lontano…
…anche se la tua azienda dovesse cadere, perchè le persone ti seguiranno in una nuova realtà, proprio come gli ebrei seguirono Mosè.
Ne sono certo:
Molti distributori di Modere seguiranno Nadya e John Melton, tra i pochi leader che erano riusciti a creare una community forte e coesa.
2) Sceglierei sempre un’azienda il cui proprietario ha sposato in primis il progetto ed è vicino ai distributori, piuttosto che un fondo d’investimento che guarda solo i numeri o una società quotata in borsa che deve rispondere agli azionisti.
Nel network marketing il fattore umano fa la differenza.
3) È fondamentale creare più flussi di reddito ed essere intelligenti nella gestione del denaro (come mostro nella lezione 34 di theNetworkFormula).
Anche se oggi sei soddisfatto delle tue entrate nel network marketing, non è detto che le cose vadano sempre bene.
Ecco perché è importante avere un cuscinetto economico che possa sostenere le tue spese per tutto il tempo necessario a trovare una nuova azienda dove portare la tua community.
Un caro saluto,
Peter



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