
E’ probabile che tu abbia sentito nominare il famoso libro di Robert Kiyosaki, “I quadranti del Cashflow”.
Personalmente, l’ho letto per la prima volta nel 2010, su consiglio del mio sponsor.
Infatti questo libro è particolarmente conosciuto nel mondo del network marketing.
E’ in questo libro che Kiyosaki divulga la parabola dell’acquedotto di Burke Hedges.
Parabola che viene spesso raccontata durante le varie formazioni aziendali.
Negli anni ho capito però che qualcosa non andava in questa parabola, che Kiyosaki e Hedges non descrivono realmente come stanno le cose.
Il loro racconto può risultare parecchio fuorviante, soprattutto per i networker.
E proprio di questo ti voglio parlare in questo articolo…
La parabola racconta la storia di due amici, Pablo e Bruno, che vivono in un villaggio che necessita di acqua.
Il villaggio decide di assumere qualcuno per trasportare l’acqua dal fiume fino al villaggio.
Bruno accetta subito il lavoro e inizia a trasportare secchi d’acqua avanti e indietro, guadagnando denaro ogni volta che consegna un secchio.
Bruno lavora duramente e guadagna bene, ma il lavoro è faticoso e dipende completamente dalla sua capacità fisica di trasportare l’acqua.
Pablo, invece, ha un’idea diversa.
Decide di costruire un acquedotto per portare l’acqua dal fiume al villaggio in modo continuo e automatico.
Mentre Bruno continua a trasportare i secchi, Pablo dedica il suo tempo libero e una parte dei suoi guadagni alla costruzione dell’acquedotto.
Inizialmente, il lavoro è lento e Pablo guadagna meno di Bruno, ma una volta completato l’acquedotto, l’acqua inizia a fluire costantemente al villaggio, e Pablo riceve un compenso continuo senza dover più lavorare fisicamente.
Qual è la morale della parabola?
La parabola illustra l’importanza di costruire fonti di reddito passivo, invece di limitarsi a scambiare il proprio tempo per denaro.
Mentre Bruno rappresenta chi si accontenta di un lavoro che richiede uno sforzo continuo per generare reddito..…
…Pablo simboleggia chi pensa a lungo termine, costruendo qualcosa che può generare reddito anche senza la sua presenza costante.
Questo concetto è alla base della filosofia di Kiyosaki sulla gestione finanziaria e la creazione di ricchezza.
Ora…
Il concetto non è sbagliato, però trovo che sia riduttivo e FUORVIANTE.
Esiste una contrapposizione tra secchi e acquedotti, ma non è così netta come te la fanno credere.
Tra il nero di Bruno e il bianco di Pablo esistono molte sfumature.
Vediamone alcune…
1) Il network marketing, come modello di business, non corrisponde del tutto all’ acquedotto della parabola
Perché se Pablo fosse un networker, l’acquedotto non sarebbe suo.
Infatti il networker non possiede l’azienda, i prodotti e nemmeno i clienti.
Quindi un giorno il suo reddito passivo potrebbe sparire come neve al sole.
Questo è il prezzo che si paga quando si utilizza un sistema già predisposto da un’azienda di MLM, che ti offre gli strumenti per costruire il tuo “acquedotto”.
2) Costruire un sistema automatico richiede importanti investimenti monetari
E’ vero che nel network marketing ci sono da fare meno investimenti rispetto ad un’attività classica, perché l’azienda ci pensa alla produzione, alla spedizione e alla logistica…
…ma bisogna comunque investire in formazione e in pubblicità.
Se non investi in formazione e in pubblicità l’acquedotto non lo costruisci.
Questa informazione viene di solito risparmiata ai networker.
3) Ma è un terzo aspetto che trovo come il più sviante nel racconto della parabola dell’acquedotto
Costruire un business automatico che ti genera ricchezza richiede una fatica MOSTRUOSA.
Bisogna essere disposti a fare dei grandi SACRIFICI.
Questo non traspare né nel libro di Kiyosaki né tanto meno nelle formazioni di network marketing.
Anzi, raccontandoti la parabola dell’acquedotto, cercano di venderti il network come qualcosa di facile, qualcosa che può essere svolto part-time, senza dover faticare molto.
Ecco trovo questo modo di pensare davvero FUORVIANTE e nel medio-lungo termine anche CONTROPRODUCENTE.
Sono convinto che il networker che ha serie intenzioni debba abbracciare la fatica.
Deve comprendere che anche l’acquedotto si costruisce con il sudore, esattamente come se trasportasse secchi.
E collegato a questo discorso ci metterei un quarto aspetto che viene spesso ignorato nel racconto della parabola.
4) Per costruire un acquedotto servono conoscenze a 360°
Mi contattano spesso networker che mi chiedono cose del tipo…
“Ma se faccio la tua formazione completa >>theNetworkFormula sarò in grado dopo 30 giorni a mettere in pratica tutto?”
La verità è che, se e parti da zero, 30 giorni è un tempo troppo breve per apprendere tutte le strategie e tattiche e metterle in pratica.
Certo, se fai un corso su come usare Tik-Tok, 30 giorni potrebbero essere sufficienti, ma per costruire il tuo acquedotto nel network marketing servono molte più competenze.
Ricorda che l’acquedotto è un’opera complessa…
Ci sono parti che possono essere poggiate male, possono crollare… pezzi che si danneggiano, ci vuole una manutenzione continua ecc…
Quindi è folle pensare di fare un corsetto riguardo ad un social network e di essere in grado a costruire questo “acquedotto”.
Se vuoi continuare con il network marketing… il mio consiglio prima di tutto è…
Cambia la tua mentalità!
Comprendi che il successo nel network richiede impegno, sacrifici e una preparazione continua.
Se non sei disposto a fare questo, forse è meglio tornare a trasportare secchi.
Un caro saluto,
Peter


Lascia un commento